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Avvento iniziato. Il tempo di attesa di Gesù che nasce è di nuovo al centro della nostra vita di cristiani. Siamo gente che spera proprio perché attende. E siamo gente che sa cosa attendere. Le nostre attese personali e sociali magari confuse o determinate si fondono nell’attesa ben precisa del Salvatore. Confusione, paure, apprensioni per il futuro.. un bel melange per un film catastrofico di quelli che vanno di moda. Leggo su un foglietto di preparazione al Natale per bambini un’impegno: non arrabbiarti per le piccole o grandi sofferenze o le ingiustizie della vita quotidiana. Un vero sms dal cielo! Penso alla mia vita. Il libro delle lamentazioni! (Ma l’hanno già scritto!). Penso alla società, ai telegiornali: c’è sempre un motivo per lamentarsi (a torto o anche a ragione!) di questo o di quello. Dal premier al meteo. Lamentarsi è un diritto. (Forse la catastrofe no) Ma che gusto c’è a lamentarsi se nessuno ti ascolta? Chi riceve la lamentela, ahimè, riceve anche il cattivo gusto del peggio, colorando la vita di grigiore se non di oscurità. Allora per questo Natale (la festa della luce!) voglio vivere senza lamentarmi. O almeno un pochino meno e mi piacerebbe che si facesse così anche sui giornali. Anche quando si ha ragione a lamentarsi. I problemi che si possono risolvere vanno affrontati, quelli che non si possono risolvere sopportati. Basta lamentele se sono capricci. Ma anche meno lamentele quando ho ragione, per amore di chi mi sta accanto. Per vedere il bello del Natale: le luci (non spreco ma gioia!) , le feste (occasione di incontro!) , i parenti e gli amici (anche quelli noiosi e che non vedi mai!) e soprattutto accogliere Gesù senza il quale Natale non c’è e con il quale possiamo fare il mondo buono e bello. Buon avvento a tutti!

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