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Ecco il testo della conferenza tenuta a Luserna Alta con Celeste Martina.


Quali sono i punti di contatto, come associare la storia di un piccolo ma significativo paese arroccato sulle colline piemontesi come Luserna Alta e il mondo nato dalla fantasia del grande scrittore di Oxford?
Partire dai racconti in effetti ci porterebbe fuori strada. Se invece ci concentriamo sulla figura dell’uomo Tolkien e la sua storia, le analogie e i punti di contatto vengono da sé.

Tolkien uomo di studio.

John Ronald Reuel Tolkien è un filologo inglese insegnante a Oxford vissuto nel secolo scorso ma vicino al nostro tempo. Muore infatti nel 1973. Fa parte di quel gruppo di insegnanti oxfordiani che come Caroll e Lewis hanno un hobby particolare: quello di scrivere racconti fantastici. Da Alice in poi passando attraverso il mondo di Perelandra fino ad arrivare alla Terra di Mezzo e in ultima battuta all’ormai famoso leone Aslan.
Se l’hobby di Tolkien sembrano gli hobbit, in realtà scavando nel suo passato il suo vero hobby non era scrivere racconti ma inventare linguaggi. Ancora agli inizi degli anni 60 troviamo papà Tolkien che in veste di Babbo Natale scrive ai figli le lettere di risposta alle loro letterine, inventare qua e là nuovi alfabeti.
La sua passione trasmessa dalla mamma, lo fa incontrare con i grandi classici, le grandi mitologie nordiche che hanno l’obiettivo di raccontare e svelare l’origine dei paesi. La letteratura inglese non si spinge così lontano nel tempo. Non dobbiamo dimenticare che le leggende di Re Artù e della tavola rotonda sono letteratura bretone, non britannica. Così il nostro autore sente la mancanza di un mito che raccontasse l’origine dell’Inghilterra. Scrive così, a partire dal 1916, racconti in poesia e in prosa che saranno la piattaforma su cui si inserirà in seguito Il Signore degli Anelli che di fatto non è che una gemma in una struttura molto più ampia. La storia del Signore degli Anelli è la storia dell’avvento degli Uomini in una Terra di Mezzo che è la vecchia Europa, in particolare, tiene a precisare il nostro autore, dell’Europa nord occidentale. L’isola britannica è l’erede dell’isola di Numenor?
Ogni paese e città d’Italia, e non solo, ha una sua storia peculiare nelle vicende del mondo. Anche Luserna. Ecco perché è importante conoscere la storia del proprio paese così come Tolkien sentiva importante “trovare” più che inventare la storia Inglese. Come vedremo più tardi.

Tolkien modello di Ecumenismo.

Luserna Alta si inserisce in un ambiente particolare: la Val Pellice, la cui storia è indissolubilmente legata al movimento Valdese. Spesso soggetta a tensioni tra cattolici e protestanti valdesi, la Valle ha però anche visto le due parti spesso convivere e non raramente a collaborare soprattutto nei tempi più recenti.
La storia personale di Tolkien ben si inserisce in questo quadro. Lui, cattolico in un ambiente prevalentemente anglicano sembra non risentire minimamente della sua differenza religiosa. La sua profonda e vissuta vita di fede va fatta risalire alla madre, la quale vedova si è convertita al cattolicesimo. La famiglia di lei, a questo suo gesto le chiude le porte e si troverà sola a gestire due figli piccoli. Troverà aiuto e sostegno in padre Francis Morgan, un giovane sacerdote, tra i primi seguaci del Nuovo Oratorio fondato da un altro grande convertito: John Henry Neumann poi diventato Cardinale della Chiesa Cattolica. Sarebbe interessante sviscerare qui i legami ancora poco studiati tra il famoso prelato e la storia intima della famiglia Tolkien e quali influenze questo legame abbia potuto trasmettere nell’opera del futuro scrittore. Ma sarà oggetto magari di un ulteriore approfondimento in altre occasioni.
Il primogenito di Tolkien, John, diventerà sacerdote cattolico in Inghilterra.
A questa storia familiare va aggiunta un’altra considerazione. L’influenza che Tolkien stringe con C.L. Lewis, il creatore di Narnia tanto per intenderci. I due, entrambi insegnanti, entrambi scrittori amavano trovarsi la sera a leggersi i rispettivi racconti, insieme agli amici più cari e davanti a una birra e fumando la pipa. Spesso si recavano nel loro pub preferito in centro ad Oxford, The Eagle and The Child che loro familiarmente chiamavano Bird and Baby. Qui sono stati letti per la prima volta brani del Signore degli Anelli e brani del Pianeta Silenzioso cui stava lavorando Lewis.
Il punto culminante della loro amicizia è registrato da entrambi nei rispettivi ricordi e biografie. Lewis si proclamava ateo. Tolkien convinto cattolico. Un loro amico, Williams era protestane. Insieme i tre fecero una sera una passeggiata costeggiando gli imponenti muri dei college di Oxford alternando l’immersione nel verde al passaggio tra gli edifici. La conversazione verteva sulla religione e ciascuno espresse ciò che di più intimo sentiva nel cuore. Il fervore di Tolkien dovette essere tale da ottenere un cambiamento nel cuore di Lewis che tornò ad essere credente, pur rimanendo protestane come Williams. E’ da quel momento, grazie alla testimonianza di Tolkien che conosciamo l’uomo che da allora sarà conosciuto come un profondo moralista (studioso di problemi morali!) quale fu Lewis.


La dimensione “misitica” di Tolkien

Parlare di misticismo in Tolkien pare forse giustamente un po’ esagerato. Eppure l’esperienza profonda del divino, mediata dalla sua fede intensa traspare dai suoi romanzi. Una ammiratrice lo dirà in una sua lettera: “la fede e la santità traspare dai suoi romanzi come una luce”. Tolkien si schernirà dicendo in buona sostanza di essere solo un tramite. (v lett. 328). Ma anche in un'altra lettera, la n° 89 Tolkien scriverà una sua esperienza di illuminazione interiore e dirà la portata e l’importanza della frequenza ai sacramenti. Lui stesso andava a Messa ogni mattina prima di andare a lavorare.
Mi piace ricordare questa dimensione particolare a Luserna Alta dove nel convento delle Suore di San Vincenzo riposa Sr Gabriella Borgarino, una suora umile, dalla vita straordinariamente ordinaria come fu quella del professore di Oxford, ma anch’essa connotata da una profonda unione con Dio e con Gesù al punto che molti testimoni raccontano della sua intimità particolare con il Signore che si rivelava a lei direttamente tramite locuzioni interiori e visioni, sempre per il servizio al prossimo. Ora si ha la causa di beatificazione in corso.
Sarebbe interessantissimo, se mai succederà, leggere i diari personali di Tolkien integralmente, sebbene siamo grati a Carpaenter del lavoro svolto sulle sue lettere che invitiamo tutti a leggere.

L’araldica in Tolkien

Ultimo aspetto della vita e dell’opera di Tolkien che vogliamo mettere in luce oggi in rapporto alla storia di questo paese, Luserna Alta è l’attenzione che T aveva nei riguardi di quella che oggi chiamiamo araldica. Non solo per i disegni e gli stemmi ma soprattutto per la successione familiare di cui Tolkien, che pure si definisce egli stesso pignolo, era maniacale. Tolkien riesce a ricreare tutta la genealogia dei Valar, degli Elfi, dei primi Uomini, dei Nani e buona parte degli Hobbit della Contea che noi che studiamo Tolkien passiamo molto tempo solo sulle concatenazioni parentali. A volte viene da perdersi dimenticando che è tutto frutto di una fantasia illuminata e inesauribile.
Così anche Luserna e il suo casato hanno una loro leggenda dovuta alla sua fondazione da parte dei Rorengo, Bigliore e Manfredi, tre famiglie importanti generate da tre fratelli omonimi, figli di un ex monaco condottiero.

Se vogliamo dare una conclusione al presente lavoro dovremmo dire che Tolkien che è un maestro di vita per il nostro tempo ci insegna attraverso la sua vita e la sua opera quanto è fondamentale conoscere il proprio passato, le proprie origini per conoscere e vincere le sfide che il futuro apre davanti ai nostri passi. Forse non è una novità ma la novità sta certamente nello stile comunicativo con il quale il filologo inglese ancora oggi ci trasmette questo importante valore.

Ives Coassolo

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