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TAGLIANDO IL PRATO

Occuparsi di lavori manuali è sempre un momento impegnativo ma soprattutto liberante per la mente. Per questo ieri l'altro mi sono occupato del prato di un amico. Naturalmete le ore passate attaccato al decespugliatore danno la possibilità di pensare.
Raccogliendo l'erba con un rastrello di legno, questa veniva via come da un pettine. Il prato veniva quasi accarezzato dai denti tutto sommato morbidi e naturali del rastrello. Ahimè ad un tratto proprio perchè il materiale naturale è fragile, il rastrello si è rotto.
Tutto però ci insegna a vivere. Un pensiero mi ha attraversato la mente allora: in educazione non è indifferente lo strumento che si utilizza. L'educatore come il rastrello. E' tanto più efficente quanto meno è rigido. La morbidezza ottiene molto di più che non la rigidità.
Quando ho sostituito lo strumento ormai inutilizzabile con un rastrello dai denti di ferro lucidi, tutto subito sembrava che questi andassero più in profondità ed erano segno positivo. Eppure incontravo molta più resistenza dal prato, tanto che mi è venuto un callo sulla mano. In educazione è lo stesso. Se si scava troppo si ottiene molta più resistenza.
Meglio dunque uno strumento apparentemente meno efficente che uno troppo.
Alcune ferite se no non si possono recuperare se non con lungo tempo.

E' grande la vita: ogni occasione è buona per imparare qualcosa.

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