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SUCCESSO?

Spesso rincorriamo il successo come se questo fosse garanzia del nostro operare e fare. Il successo in qualche modo dà la sicurezza della nostra identità. E ci fa sentire liberi e forti. Ma altrettanto spesso siamo miopi. Il nostro insuccesso ci dà pena perché per quanti sforzi facciamo sembra che siano inutili. Forse è stata questa la grande tentazione di Gesù nel Getzemani, la tentazione che lo ha fatto sudare sangue. La paura che ciò che stava facendo, stava per dare tutto di sé, fosse assolutamente inutile. Alzare lo sguardo sulla croce di Gesù ci aiuta. E’ la croce di Gesù che dà il senso al nostro insuccesso, non il contrario. Alzare lo sguardo nel cammino difficile verso la croce ci aiuta a non perdere il senso di noi stessi quando le cose non volgono al nostro favore. E poi la fatica e il dolore non sono che preparazione a nuovi germogli come le doglie della prossima madre.
La fatica, l’insuccesso non sono i nemici giurati della vita. Sono lo stimolo a correre e a guardare in alto e trovare che il vero successo sta solo nell’amore e nell’imparare ad amare. La vita di Paolo VI almeno secondo quanto raccontato nel film omonimo sembra raccontare questo. Nella sofferenza la vera vita si trova nei piccoli gesti di amore di compassione. Che fanno si che questi stessi diventino la vita vera e la sofferenza acquisti un significato profondo. E’ la nostra stessa libertà a farci soffrire… ma è passandoci dentro che non tanto siamo noi stessi o siamo determinati e sappiamo chi siamo, ma la cosa importante è che passandoci dentro noi acquistiamo la vita e una vita che, in Lui diventa vita anche per gli altri.
Penso a don Verzino e al primo presepio che io abbia mai ricevuto. Un giorno a catechismo un gruppo di bambini ha ricevuto un piccolo presepio… ed è rimasto un po’ deluso, perché si trattava non di una bella capanna con le luci, ma di un pagliericcio di plastica con un minuscolo bambino sopra.. Una sensazione simile devono aver provato i pastori quando l’angelo ha detto che avrebbero trovato un bambino in una mangiatoia… Tutto lì? Si! Sutto lì! Niente di più, né di meno. Perché la luce vera viene da quel bambino. Quella che risponde alle esigenze più profonde di quanto cerchiamo. Come non trasmettere tutto questo? Come non trasmettere la Fede? E viverla? Per questo voglio servire la Chiesa, per me, per quelli che hanno bisogno, per vivere questa gioia che nasce dall'Amore.
Wiw

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