Blogger Template by Blogcrowds

FRATERNITA'

mi spiace ma non riesco a inserire foto.. domani rimedierò... ho la nuova dei seminaristi
Una piccola riflessione sul tema della fraternità. Per vivere insieme l’esperienza di una comunità di qualunque tipo è necessario avere fiducia reciproca. E allora posso permettermi tutto quello che posso con gli altri.
Riguardo la presa in giro può anche diventare segno di benevolenza. La presa in giro però posso farla quando sento di avere affetto per colui o colei che prendo in giro. Altrimenti è giudizio e basta. E altrettanto, posso accettare le prese in giro di chi sento che mi vuole bene. Perché è fatta con affetto. Altrimenti chi ti prende in giro è avvertito come nemico.
Alla base della fiducia ci sta l’affetto. E l’affetto nasce solo dalla reciproca conoscenza. Mi sono reso conto di persona che le persone per poterle apprezzare devi davvero conoscerle fino in fondo. Non si può pretendere una comunità se non si condividono le esperienze. Che possono essere a diversi livelli. Ma un minimo comune denominatore ci deve essere. Un rapporto basato sul reciproco rispetto è già positivo ma non permette una comunità.
Se la differenza di caratteri è tanta conoscere e cercare di capire l’altro diventa più impegnativo ma anche più avvincente. E altrettanto è necessario lasciarsi guardare. Non sempre è facile. Soprattutto se l’altro non ci piace o noi non piaciamo a lui/lei.
C’è un presupposto fondamentale però a tutto questo discorso. Per volere bene a qualcuno, cioè volere il suo bene, si deve voler-si bene. Cioè volere bene a se stessi. Apprezzarsi e stimare se stessi come meritevoli dell’affetto degli altri.
Sono pensieri incoraggianti ma anche mi sembra di sentire qualcuno poter dire “difficili da realizzare”. Si, è vero. Sono difficili ma c’è una strada: la preghiera.
Se questa strada tutti la possono percorrere, coloro che si dicono cristiani devono percorrerla, a motivo di quanto ci insegna il Maestro: “da come vi amate riconosceranno che siete miei discepoli”. La testimonianza nasce dal nostro essere capaci di riconoscere i nostri caratteracci e cercare di smussare gli angoli.
Preghiera, penitenza, preghiera soprattutto per gli altri, soprattutto per chi sentiamo distante. E’ il primo modo di fare fraternità.

Un ultimo pensiero è questo. Parlando con un giovane una sera ci siamo fermati a riflettere su questo: nel costruire un rapporto è meglio dare e ricevere stima o affetto?
Una domanda che lascio aperta per chi vuole rispondermi. La prossima volta dirò la mia in proposito.

1 Comment:

  1. Anonimo said...
    ciao! sono qui che lavoro, in parrocchia... e mi sembra di sentire un che di familiare nel tuo tono di ... voce (???)

    beh... ti rimando a uno scritto di qualche tempo fa (ovviamente mio, poichè sono spesso autoreferenziale, quando non egocentrico... posso prendermi in giro io? ricoeur direbbe di sì, ne sono certo)

    vai al link http://babicio.splinder.com/post/11464705/domani+ho+un+esame-amici+per+f

    pace e bene... fratellone!!!

Post a Comment



Post più recente Post più vecchio Home page